La satira è, deve essere, senza ritegno

La satira è la satira. Lamentarsene quando non piace è inutile. Si possono fare tutte le considerazioni che si vuole, ma il diritto alla satira è ineliminabile. Del resto oggi, direbbe Giovenale, “difficile est non scribere saturam”, è impossibile non fare satira e cioè è necessario fare satira.  Poi è il destinatario, ossia il lettore, a deciderne il destino. L’emittente spesso procede per luoghi comuni? E’ un suo diritto. Altre volte abusa della libertà di stampa? Attenzione, la libertà di stampa è un diritto sacrosanto; accusare...

Fare che? Dimenticato il complemento ogg...

Si sente dire a proposito dei politici pre e postberlusconiani che “sono uomini del fare”. Nessuno che si preoccupi di completare la frase con il complemento oggetto, e cioè del fare che cosa? Lenin si chiedeva che fare, oggi bisogna chiedersi fare che cosa? Non è una tema fuori luogo. L’espressione “uomo del fare” denota la vaghezza delle posizioni politiche del nostro tempo. Ma in sé non è nuova. Un indimenticato storico del socialismo, Gaetano Arfé, riferendosi alle origini del fascismo, affermava che il movimento di Mussolini...

Abituarsi alle fluttuazioni elettorali?

Se provassimo a leggere i risultati delle ultime amministrative alla luce delle interpretazioni del postmoderno di Baumann ed Eco forse riusciremmo a interpretarli meglio in vista delle future strategie politiche dei partiti e dei movimenti. Viviamo, a detta degli studiosi, in una società liquida a livello globale. Il suo carattere dominante è l’indeterminatezza, che induce a non avere più posizioni predeterminate e segnate dall’appartenenza ad un gruppo o ad un partito. Già questo ha provocato a livello rappresentativo una velocizzazione mai vista nella...

Novità o innovazione?

Novità pur che sia o innovazione autentica? Il quesito non è inopportuno, a proposito di referendum costituzionale. In tanti anticipano che voteranno sì, perché in tal modo qualcosa cambia, specialmente in materia di riduzione del numero dei parlamentare. E non aggiungono altro. E’ lecito allora pensare che pur di avere una qualsiasi novità, si vota per quello che appare più innovativo. Appare, appunto. Perché un numero di parlamentari inferiore a quello attuale era stato già proposto all’assemblea costituente del 1946-47.  Quello che si presenta come...

La Chiesa è donna?

Bergoglio ama sorprendere, se non proprio scandalizzare. Oggi pone il problema del ruolo della donna nella Chiesa. E lo fa annunciando l’avvio di una riflessione sul tema del diaconato, fino ad ora una prerogativa maschile. E’ un tema destinato a far discutere a lungo. Del resto che il ruolo della donna nella Chiesa sia stato per millenni solo marginale è una verità storica inconfutabile. Di certo non mancherà chi, come fa Vito Mancuso a poche ore dall’annuncio del pontefice , ricorrerà alle scritture per sostenere che già nei testi sacri era...

Un No che vale come un SI’

Al referendum costituzionale si addice un voto libero, frutto di scelte non condizionate o addirittura obbligate. Si tratta non di dire un semplice sì o no con un click, ma di esprimersi con tutta la forza delle proprie convinzioni sulla legge fondamentale dello Stato. E invece, come spesso accade anche nelle consultazioni referendarie, ad ottobre andremo alle urne caricati della responsabilità di far cadere o far restare in sella il governo in carica. Se così sarà, si sarà attuata l’ennesima strumentalizzazione del voto popolare. L’esito del referendum di...

Una Resistenza sempre più indebolita

Un 25 aprile amaro per chi scrive. Negli anni precedenti veniva chiamato nelle scuole della provincia cosentina a celebrare la Liberazione, in quanto vicepresidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea. Quest’anno invece niente.  Che ci sia stato il lungo week end è indubbio, ma la spiegazione non può essere questa, e non lo è. Bisogna riconoscere che è dall’inizio degli anni Novanta che si è avviato un processo di indebolimento della memoria del 25 aprile. Gli istituti di ricerca...

Un referendum e tanti padroni

Diciamo la verità il referendum sulle trivelle, com’è stato impropriamente definito, ha dato un risultato chiaro e inequivocabile. Un deludente 32% è andato a votare, ma l’85% dei votanti ha votato SI’. E’ un segnale importante, per la futura politica energetica del paese. Le forze politiche non possono e non devono ignorarlo. E invece, almeno fino a questo momento maggioranza e opposizioni sembrano intenzionate a parlare d’altro. Come al solito, nessuno si vuole dichiarare sconfitto e tutti si sentono vincitori. Niente di nuovo in tutto...